Gand / Gent. Il polittico dell’Agnello mistico di Jan van Eyck

Gent (o Gand nella denominazione francese), capitale della Fiandra orientale, è una grande città d’arte con un glorioso passato testimoniato dai monumenti che conserva e che le danno ancora un’impronta medievale. La pala dell’Agnello mistico è la sua opera ‘apocalittica’ più famosa, custodita in una cappella della cattedrale gotica dedicata a San Bavone (Sint-Baafskathedraal).

Il Polittico di Jan van Eyck (1432)

Il Polittico dell’Agnello Mistico è una delle opere più alte della pittura fiamminga, capolavoro di Jan e Hubert van Eyck realizzato negli anni che vanno dal 1426 al 1432. È composto da 12 scomparti, visibili completamente in posizione di apertura e distribuiti su due ordini. In posizione di chiusura i quattro pannelli centrali sono coperti dagli otto pannelli laterali, quattro a sinistra e quattro a destra. 

Il polittico chiuso

L’opera è una ‘rivelazione’ dell’intera storia della salvezza e della redenzione dell’umanità, sintetizzata dall’immagine apocalittica dell’adorazione dell’Agnello. Inizia con la vicenda dei progenitori Adamo ed Eva, la rottura dell’alleanza a causa del loro peccato e il fratricidio di Caino e Abele. L’incarnazione di Cristo, figlio di Dio, annunciata dai profeti e dalle sibille e resa possibile dal ‘fiat’ di Maria, e il suo sacrificio sulla croce, simboleggiato dall’Agnello, ristabiliscono l’alleanza tra Dio e l’umanità e danno un’opportunità di salvezza a tutti i popoli della terra.

I progenitori Adamo ed Eva e i figli Caino e Abele

Seguendo questo filo conduttore, l’analisi dei temi del polittico inizia dalle immagini dei progenitori. Adamo è ritratto in piedi, nudo e con la foglia di fico sul pube, sormontato dall’immagine del sacrificio fatto a Dio dai figli, il pastore Abele e l’agricoltore Caino; è accompagnato dall’iscrizione “Adam nos in morte precipitat” (“Adamo ci ha fatti precipitare nella morte”). Eva è anch’essa nuda, con la foglia di fico sul pube e con il frutto del peccato in mano, sovrastata dall’immagine del fratricidio di Caino e Abele; ai suoi piedi si legge “Eva occidendo orfuit” (“Eva ci ha danneggiati con un delitto”).

I Profeti e le Sibille

Si passa poi alle profezie sull’incarnazione di Gesù. Nel polittico chiuso, in alto, vediamo due profeti alle estremità (Zaccaria a sinistra e Michea a destra), e due sibille al centro (a sinistra la Sibilla Eritrea, a destra la Sibilla Cumana). Zaccaria è accompagnato da un’iscrizione tratta dal suo libro, che recita “Exulta satis filia Syon jubila […] ecce rex tuus venit” (“Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila […], ecco, a te viene il tuo re”). Anche Michea porta con sé un passaggio del suo libro: “De te egreditur qui sit dominator in Israel” (“Da te uscirà colui che sarà dominatore in Israele”). La Sibilla Eritrea è invece associata a una frase che riprende un verso dell’Eneide di Virgilio e che dice “nil mortale sonans afflata es numine celso” (“Cantando niente di mortale tu sei ispirata da uno spirito elevato”): nell’Eneide, le parole si riferiscono alla Sibilla, ma nel contesto del dipinto di Gent possono essere lette come un riferimento all’Annunciazione. Lo stesso vale per il cartiglio della Sibilla Cumana, dove la frase “Rex altissimus adveniet per secula futurus scilicet in carne” (“L’altissimo re verrà e si farà carne per tutti i secoli”) si riferisce alla venuta di Cristo. 

L’annuncio dell’Angelo a Maria

Segue la scena dell’Annunciazione. I due protagonisti – l’arcangelo Gabriele e Maria – sono abbigliati di candide vesti e occupano uno spazio unitario, separati però da due pannelli centrali che raffigurano dettagli della stanza entro cui si svolge la scena. L’arcangelo sopraggiunge recando un giglio, simbolo della purezza della Vergine, e pronuncia la frase “Ave gratia plena D[omi]n[u]s tecum[m]” (“Ave, o piena di grazia, il Signore è con te”). Lei, inginocchiandosi e giungendo le mani sul petto, risponde “Ecce ancilla Domini” (“Ecco l’ancella del Signore”), mentre la colomba dello Spirito Santo vola sopra il suo capo.

La Deesis

Le immagini successive alludono al compimento della storia della salvezza, con il sacrificio di Gesù, il giudizio universale, il Paradiso e la Gerusalemme celeste, il convergere di tutti i fedeli virtuosi nell’apocalittica adorazione dell’Agnello. La figura centrale della Deesis, il tema iconografico di origine bizantina che vede nel mezzo Cristo affiancato dalla Madre e da Giovanni Battista, tipica delle rappresentazioni del Giudizio universale, allude alla giustizia di Gesù temperata dalla richiesta di misericordia dei due intercessori. Al centro, Cristo re è abbigliato con un’ampia veste rossa, indossa un triregno (il triplice ruolo di padre dei re, rettore del mondo, vicario di Cristo), con la mano destra compie il gesto della benedizione e con la sinistra mostra lo scettro: sono tutti attributi che lo identificano come Rex Regum, Dominum Dominantium (“Re dei re, Signore dei signori”), titolo che vediamo sul bordo inferiore del mantello, ornato di perle. La Deesis è affiancata da due pannelli con angeli musicanti: a sinistra, un gruppo è impegnato a cantare leggendo le parole da un leggio posto su un banco decorato con una figurazione di san Michele che sconfigge il drago. A destra, un angelo suona un organo mentre gli altri lo accompagnano con strumenti a corda.

L’adorazione dell’Agnello

Il registro inferiore mostra al centro il grande pannello dell’Adorazione dell’Agnello mistico dove su una collinetta sorge l’altare con l’Agnello, simbolo di Cristo morto e risorto. L’immagine del pannello richiama una pagina dell’Apocalisse (7, 9-10): “ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello”. L’adorazione dell’Agnello si svolge nel lussureggiante giardino del Paradiso, sullo sfondo delle torri e delle guglie della città santa, la Gerusalemme celeste. Alcuni degli angeli adoranti che circondano l’altare reggono i simboli della Passione di Cristo: la croce, la corona di spine, la lancia, la colonna della flagellazione, la canna con la spugna imbevuta di aceto. La colomba dello Spirito Santo irradia i raggi solari della grazia divina. Sotto l’altare si vede la fonte della vita: sul bordo della vasca corre la scritta “hic est fons aque vite procedens de sede Dei + agni” (“Questa è la fontana dell’acqua della vita, che procede dal trono di Dio e dell’agnello”). L’immagine richiama ancora una volta l’Apocalisse (22, 1): “E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello”.

Gli ebrei e i pagani giusti

Dai quattro angoli della terra affluisce la “moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”: a sinistra in basso gli uomini giusti dell’antico testamento, a destra i papi e i santi uomini; in in prima fila alto spuntano invece i gruppi dei martiri a sinistra (con gli appartenenti al clero in prima fila) e le martiri a destra. 

Le sante martiri

Nella schiera delle sante martiri riconosciamo in prima fila, dai loro attributi, sant’Agnese (con l’agnello), santa Barbara (con la torre), santa Felicita (incinta) e santa Dorotea (con un cesto di fiori).

Le genti che vengono all’Agnello

Nei quattro pannelli laterali sono descritte le altre genti che vengono all’Agnello. Da destra a sinistra vediamo i pellegrini, guidati da san Cristoforo; gli eremiti e le donne solitarie; i “Cristi milites”, ovvero i cavalieri e i soldati di Cristo; i giudici giusti. 

I donatori e i due Giovanni

A polittico chiuso compaiono i due committenti, Joos Vijdt e Lysbette Borluut, inginocchiati davanti alle statue di Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, i due santi cui la cattedrale di Gand fu inizialmente dedicata, prima dell’intitolazione cinquecentesca a San Bavone.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...